Curiosità

Molokai. L’isola più hawaiana

Molokai, fonte Unsplash

L’isola di Molokai.

Come tutte le isole dell’arcipelago, anche Molokai nasce dagli antichi eventi vulcanici ed  è un’isola lunga e stretta di 61 chilometri in lunghezza e 16 in larghezza; essa viene chiamata da molti  “l’isola più hawaiana”.
Il maestro di hula (kumu hula) John Kaimikaua la definisce come una terra sacra, un’isola consacrata e dove l’uso della terra ha come finalità assoluta quella spirituale.
Molokai è la culla della danza hawaiana e dell’acquacoltura.
Nell’antichità Molokai era una terra ricca, benedetta dalla generosità del mare e della terra, coltivata in gran parte con patate dolci.
Esistevano anche dei laghetti sia lungo le coste a sud sia nei pressi delle delle montagne a est e a ovest.
Sul lato più umido a est crescevano grandi quantità di taro. La popolazione era composta da contadini, pescatori e artigiani, inoltre l’isola era la casa del più rinomato e spiritualmente potente mastro artigiano kahuna.
Un posto così ricco era un premio ambito dagli ali’i, i capi, e almeno uno di loro guidò un manipolo per conquistare  l’isola.
Le genti del posto chiamarono il loro kahuna, il quale pregò le loro divinità, in particolare la dea Hina, madre di Molokai e dea della luna.
Il kahuna chiese che la sua terra fosse protetta e che le sue genti venissero salvate.
Quando la grande flotta attraccò, ogni uomo che alzò le mani per attaccare finì per morire.
L’unico rimasto in vita era il capo, a cui venne permesso di lasciare l’isola così da poter raccontare la storia dell’effettivo potere della preghiera.
Le persone che vivono a Molokai sono consapevoli e condividono questi ideali.
Essi mantengono i vecchi usi e costumi e resistono a ciò che considerano essere troppo una deviazione dalle tradizioni che sono state preservate sull’isola per secoli.
L’isola ha una delle più grandi heiau, piattaforme usate come templi, del Pacifico, una pila a 4 strati di pietre sacre dove i novizi venivano allenati e dove venivano praticati i sacrifici umani.
Questo heiau, conosciuto come ili ili ‘o pae, risale a un periodo tra il 1100 al 1300.
È alto più di 6 metri, largo 26 e lungo 87.
La leggenda narra che fu costruito in una sola note da menehune, che potrò le pietre nell’oscurità dalla valle nell’isola.
Molokai è la quinta isola più grande nella catena hawaiana, con un totale di 420 chilometri quadrati di superficie.
Una donna che sposò un uomo di Molokai e visse sull’isola per un certo numero di anni, prima di trasferirsi per migliori opportunità lavorative dice “Tutti quelli che Molokai accetta, sono hawaiani. Non ha importanza cosa c’è scritto nel loro certificato di nascita”.
La frase chiave è “Molokai accetta”.
Non tutto coloro che vanno sull’isola sono accettati, ma coloro che sono abbracciati nel calore delle persone, a cui sono offerti un rifugio e un riparo da questo posto non dimenticheranno mai la bellezza di Molokai.
L’isola e le persone sono semplici e umili. L’Aloha non è diventata una cosa confezionata.
C’è un innato senso di calore ed integrità nelle persole nel loro modesto stile di vita.
Molokai è semplicemente ciò che è: un posto dove le vecchie maniere sono ricordate e sono ancora seguite e un posto do incredibile bellezza.
Questa piccolo isola ha le cascate più grandi delle Hawaii, la più grande collezione di laghetti dello stato e la scogliera sul mare come la storica colonia di lebbrosi a Kalaupapa, una desolata che  nasconde una riserva ricca di fauna selvatica con cinghiali, cervi Axis Axis e uccelli selvatici per tentare ogni cacciatore.

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